Le mamme in lutto

A quel tempo non ero ancora una mamma e non sapevo nemmeno se la sarei potuta diventare, ma lo desideravo, perciò ho accettato senza esitazioni la proposta del ginecologo di tentare con un intervento di laparoscopia (soffrivo di endometriosi...questa però è un’altra storia).

In ospedale, in ogni caso, ho vissuto un’esperienza che credo che non dimenticherò mai: mi sono rapportata per la prima volta con il lutto perinatale.

lutto

 

Nel pomeriggio dopo il mio intervento, nel letto accanto al mio è arrivata una donna alla ventesima settimana di gravidanza, ricoverata d’urgenza perché le si erano rotte le acque.

La sentenza è arrivata anche troppo presto.

Non c’è più il battito. Morte intrauterina.

Il fatto è che era la seconda volta. Di nuovo alla ventesima settimana.

Le parole del ginecologo: “Fossimo stati almeno alla 24° settimana, avremmo tentato un cesareo, ma così non abbiamo scelta: dobbiamo indurti il travaglio”.

Di nuovo.

Non vi dico lo strazio di quella notte. Ho assistito al travaglio (in camera!) di una donna che doveva partorire il suo bimbo sapendo che non c’era più nulla da fare. Per la seconda volta.

Ero agghiacciata.

Ma lo ero anche perché la sera prima erano venuti alcuni amici a trovarla e per provare a tirarla su le avevano detto: “Allora quando provate a farne un altro? Magari durante una bella vacanza ai Caraibi?”.

Quelle parole mi sono risuonate nella testa per giorni. Mi continuavo a chiedere: ma non si potevano limitare ad abbracciarla?

Una cosa l’ho capita: in questi casi, è molto meglio astenersi dal parlare per non cadere nell’errore delle frasi fatte, che fanno ancora più male.

Purtroppo capita anche troppo spesso di sentir dire ad una mamma che ha perso il suo bambino: “sei ancora giovane, hai tempo…” oppure “per fortuna ne hai già uno” ….

Meglio piuttosto una mano sulla spalla, una vicinanza silenziosa ma sentita.

Perché quando stai vivendo un lutto, le parole purtroppo non ti aiutano: qualsiasi frase ti sembra riduttiva rispetto a quello che stai provando….è una ferita aperta, ogni tanto fa un pò meno male, ma è sempre lì e in fondo lo sai che non si rimarginerà tanto facilmente.

Impari a conviverci, ma non vuoi neppure cancellarla del tutto: sarebbe come perdere la tua persona cara un’altra volta.

Le mamme che hanno vissuto un lutto perinatale non vogliono dimenticare: per loro quel figlio è stato reale e se chiedi loro quanti figli hanno il più delle volte lo includono nel conto.

Quindi massimo rispetto per il loro dolore e se vogliamo aiutarle indirizziamo all’Associazione “CiaoLapo Onlus , che offre sostegno psicologico nella perdita in gravidanza e dopo il parto.

Biancamaria Acito

 Sabato 15 ottobre è la Giornata mondiale

della consapevolezza del lutto perinatale.ciao lapoo

In tutta Italia, sono tanti gli eventi in programma:

li trovate tutti sul sul sito CiaoLapo

A Parma, l’evento si terrà alla Biblioteca di Alice, Serre del Parco Ducale.

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